Crea sito

QUEL RISPETTO DA RITROVARE

30/06/2014
By

di Gennaro De Crescenzo –

clip_image002

Sono stato a salutare Ciro, “Napoletano vero, eroe non di questa piccola Italia ma di un grande Regno delle Due Sicilie” per il coraggio, la civiltà e la dignità che appartenevano e appartengono da sempre al nostro popolo. Forse non sono un caso, allora, le lacrime della mamma di Ciro su quella bandiera borbonica appoggiata su quella bara ma, dopo 48 ore di un silenzio straziante che si ascoltava in tutto il quartiere, tra le tante parole dette a Scampia e da giorni nei media, vengono fuori sempre gli stessi messaggi che rischiano di restare retorici e vuoti: “basta violenza, mai più violenza negli stadi” è messaggio condivisibile ma è esattamente quello che dicono da decenni le autorità sportive e senza alcun risultato. E’ messaggio condivisibile ma non da lanciare a Scampia, tra quei ragazzi con le maglie nere a lutto (“Ciro 1 eroe, orgoglio partenopeo”) che lo hanno portato sulle loro spalle, tra le migliaia di persone in lacrime e accorse da tutta la città e dalle città gemellate (genoani e siciliani in testa) o tra le (poche) “autorità” presenti (De Magistris, un commosso De Laurentiis, un commovente Nino D’Angelo con il suoi inno) e con la ripetizione di un concetto (“Napoli è questa, Scampia è questa”) ma detto “tra di noi” (che lo sappiamo bene e da tempo) e senza presenze e autorità “nazionali”. Siamo costretti, invece, a ripeterlo e a gridarlo ancora una volta: in questa storia Ciro, Scampia, Napoli e i Napoletani sono le vittime e quegli slogan andrebbero gridati forte a chi ha sparato a Ciro (e le indagini ancora non ce lo hanno detto), alle autorità che non hanno tutelato i nostri ragazzi a Roma, ai razzisti antinapoletani delle curve e fuori dalla curve (nessun messaggio dagli ultrà della Roma, nessuna presenza del sindaco di Roma al Gemelli), agli opinionisti e ai vertici del calcio che tollerano da anni la diffusione di un odio antinapoletano che -conseguenza drammatica e prevedibile- aveva cercato di fare le sue vittime su un pullman carico di bambini e di donne e che ha trovato la sua vittima nel povero Ciro intervenuto solo per difenderli. E intanto i media ricominciano il loro lavoro quando evidenziano la presenza ai funerali del capo-tifoso accusato per 50 giorni non si sa di che cosa o quando (TG4 serale) cercano di spiegarci che “Salvo D’Acquisto era un eroe e non Ciro Esposito” offendendo ancora una volta Ciro, la sua famiglia e con loro i tanti Napoletani che così vogliono (giustamente) ricordarlo… Verità, giustizia e rispetto per Ciro, per Napoli e per i Napoletani: un obiettivo difficile ma raggiungibile con l’esempio di Ciro e dei tanti che hanno pianto per lui oggi a “piazza Ciro Esposito”.

clip_image004

Comments are closed.

Archivio

Gaeta 24-TV

Meteo Gaeta

editoriali

Programmazione Cinema Ariston