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Tutti pazzi per la cucina…in TV

15/03/2016
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di Maurizio Di Rienzo**Cucina-TV

Masterchef, Hell’s Kitchen, Cucine da incubo, 4 Ristoranti, Cuochi e fiamme. Per non parlare del settore dolci con Bake Off e Il Boss delle Torte. Sono solo alcuni dei tanti programmi di cucina che spopolano nelle programmazioni televisive in Italia e non solo. Addirittura TV2000, su canale 28, emittente della Chiesa italiana, ha il suo programma di cucina: Quel che passa il convento, tutti i giorni alle 11 condotto da padre Domenico De Stradis e Virginia Conti.

E ne è passata di acqua sotto i ponti da quando nel 1979 Paolo Limiti ebbe l’idea della prima trasmissione televisiva in Italia con Wilma De Angelis, il mitico Telemenù, poi divenuta Sale, pepe e…fantasia, La spesa di Wilma, Complimenti allo chef e A pranzo con Wilma.

Profondamente vere le parole di un noto spot televisivo che passa in questi giorni: “Parliamo di cibo, sempre, perché per noi italiani mangiare non è mai solo mangiare”. La cucina diventa perciò una icona dei tempi moderni e del senso della vita. Basta vedere i commenti degli chef televisivi, prendi ad esempio Carlo Cracco, che ricavano la morale dell’esistenza da come vengono cucinate le zucchine.

Tra gli chef televisivi più simpatici emerge, anche per la stazza imponente, il gigante buono Antonino Cannavacciuolo. Originario di Vico Equense va in giro per l’Italia a rimettere in sesto ristoranti disastrati (Cucine da incubo, su Sky e Cielo). E tra un piatto e l’altro incoraggia i concorrenti: “Il successo non arriva trasportato dall’acqua e non cade neanche dal cielo. Per avere successo in cucina bisogna lottare”. Una bella lezione, di cucina e di vita.

Maurizio Di Rienzo

Fonte: Gazzetta degli Aurunci, febbraio 2016

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